
Facebook limita i link nei post delle Pagine: due al mese, poi si paga
Da settembre 2026 molte Pagine Facebook possono inserire link esterni solo in due post o commenti organici al mese, e per averne di più serve un abbonamento Meta One. Spieghiamo come funziona il limite, quanto costa superarlo e perché riteniamo eccessiva questa scelta, che rende il sito aziendale ancora più importante.
Cosa cambia per le Pagine Facebook
Da metà settembre 2026 molte Pagine Facebook ricevono lo stesso avviso: senza un abbonamento, i link esterni si possono inserire al massimo in due post o commenti organici al mese. Il terzo link verso il proprio sito, il proprio negozio online o una pagina di prenotazione non passa, a meno di pagare.
La regola non nasce dal nulla. Meta l’aveva provata a dicembre 2025 su un gruppo ristretto di Pagine e di profili in modalità professionale. Allora, come riportava TechCrunch, la presentava come un test limitato per capire se la possibilità di pubblicare più post con link desse valore in più agli abbonati di Meta Verified. Il 15 settembre 2026 Meta ha lanciato in tutto il mondo Meta One, il suo nuovo servizio in abbonamento, dopo alcuni mesi di prove su singoli piani. Nei giorni successivi il limite ha raggiunto molte più Pagine, come ha documentato Social Media Today.
Meta continua a parlare di test. Secondo Engadget, però, né la descrizione dei piani né il Centro assistenza di Facebook presentano la restrizione come una prova, e l’esperimento dura ormai da quasi un anno. Il Centro assistenza avverte che i limiti potrebbero non valere per tutte le Pagine: oggi non tutte lo vedono, e Meta non ha detto se e quando arriverà a tutte.
I profili personali, per ora, restano fuori. Restano fuori anche le Pagine degli editori, che Meta ha escluso in modo esplicito.
Cosa entra nel conteggio
Secondo il Centro assistenza di Facebook, nel conteggio entrano i link pubblicati dalla Pagina sia nei post sia nei commenti. È un dettaglio che pesa: per anni il consiglio più diffuso è stato di spostare il link nel primo commento, e ora anche quel commento consuma una delle due quote.
Non entrano invece:
- i link aggiuntivi nei commenti di un post che contiene già un link;
- i link a Facebook, Instagram, WhatsApp e Threads;
- i link dei partner collegati tramite le partnership di affiliazione di Facebook;
- i link nelle inserzioni a pagamento.
Il contatore si azzera il primo giorno di ogni mese, e i link non usati non passano al mese successivo.
L’ultima esclusione è quella che dice di più. Il link verso il sito non è vietato in sé: resta libero solo quando sta dentro un’inserzione.
Quanto costa superare il limite
Meta One per le aziende ha quattro piani: Essential, Advanced, Expert e Max. Sulla pagina italiana dei piani, Meta indica 14,99 dollari al mese per Essential, 49,99 dollari per Advanced, 150 euro per Expert e 499 dollari per Max. Ogni prezzo vale per una sola Pagina Facebook, un solo profilo Instagram o un solo numero WhatsApp Business: chi gestisce più Pagine paga più abbonamenti.
Il piano più economico non sposta niente, perché Essential non include link nei post. Con Advanced si arriva a 8 link al mese su Facebook e 4 su Instagram, con Expert a 20 su Facebook e 8 su Instagram. Solo Max toglie il tetto su Facebook, mentre su Instagram si ferma a 12.
Proviamo a fare il conto per un’attività che pubblica un link al giorno verso le pagine dei propri prodotti: una trentina al mese. Il piano Expert ne copre 20. Per tutti gli altri serve Max, da 499 dollari al mese per una sola Pagina, oppure trasformare ogni post in un’inserzione.
Perché secondo noi è una scelta eccessiva
Lo diciamo chiaramente: noi di Gigamind riteniamo eccessiva questa spinta di Meta verso la monetizzazione.
Che una piattaforma privata decida le proprie regole è legittimo. Che faccia pagare la pubblicità è normale, ed è il suo mestiere. Qui però succede altro. Una funzione elementare, che Facebook offre da sempre e su cui molte aziende hanno costruito la propria presenza, diventa a pagamento senza che il servizio cambi in nulla. Le Pagine aziendali sono gratuite, e in cambio le imprese hanno portato su Facebook contenuti, pubblico e budget pubblicitari. Adesso quella stessa porta si chiude a metà.
C’è poi un problema di trasparenza. Una regola presentata come test, che dura da quasi un anno, arriva a Pagine diverse in momenti diversi e senza un calendario. Engadget ha raccontato il caso di enti pubblici e associazioni non profit statunitensi colpiti dal limite, che secondo Meta non avrebbero dovuto esserlo. La spiegazione è arrivata dopo: per essere riconosciute, le Pagine devono indicare "nonprofit" nella categoria. Una regola che cambia il modo di comunicare di migliaia di organizzazioni meriterebbe date certe e criteri pubblici.
E c’è una contraddizione di fondo. Su Facebook i post con link arrivano già a pochissime persone. Secondo il rapporto di Meta sui contenuti più visti, nel secondo trimestre del 2026 il 98,9% di quello che gli utenti statunitensi hanno visto nel feed non conteneva link verso siti esterni. Nel 2022, secondo Social Media Today, i contenuti visti con un link erano ancora il 9,8%. Il feed si riempie di post di amici, gruppi e contenuti raccomandati, e i link avevano già perso quasi tutto lo spazio. Adesso, per pubblicarli, si chiede un abbonamento.
Chi paga il conto
Il limite pesa poco su chi usa Facebook per farsi conoscere, e molto su chi lo usa per vendere. Un negozio online che segnala ogni settimana nuovi arrivi e offerte, un ristorante che rimanda alla pagina delle prenotazioni, un’attività locale che pubblica gli eventi sul proprio sito, uno studio professionale che rilancia i propri articoli: per tutti loro il link era il motivo stesso del post.
Oltre ai due link gratuiti, le strade sono tre, e nessuna è a costo zero. Si paga l’abbonamento. Si sponsorizzano i post che portano al sito, e quella che prima era comunicazione organica diventa spesa pubblicitaria. Oppure si rinuncia al link e ci si accontenta della visibilità dentro Facebook, che però non porta nessuno sul sito né al carrello.
Per una piccola impresa la scelta è fra una nuova voce fissa di spesa e meno visite al sito. In entrambi i casi, a decidere non è stata lei.
Il sito resta l’unico spazio in cui decide l’azienda
Questa vicenda conferma una cosa che vale da sempre: sui social si è ospiti. Le regole le scrive la piattaforma, e le può cambiare quando vuole, come vuole, anche solo per una parte degli iscritti. Oggi tocca ai link su Facebook. Su Instagram, per avere link cliccabili nei post, servono già i piani a pagamento di Meta One, come indica il Centro assistenza di Meta.
Il sito funziona in un altro modo. È l’unico spazio online in cui i link, l’ordine delle pagine, i testi e i contatti li decide l’azienda. Anche lì le regole esterne non mancano, a partire da quelle dei motori di ricerca, ma nessuno può stabilire che da domani un link verso le proprie pagine costi un abbonamento.
Questo non vuol dire abbandonare Facebook. Vuol dire dargli un ruolo diverso. I social servono a farsi trovare, a raccontare, a creare un rapporto. Il sito è il posto in cui quel rapporto diventa una richiesta di preventivo, una prenotazione, un acquisto. Con due link al mese conviene sceglierli bene, puntando sulle pagine che portano davvero a una vendita o a un contatto, e per il resto pubblicare contenuti che funzionano anche senza uscire dalla piattaforma.
Resta il punto di fondo. Il sito è l’unico canale che appartiene davvero all’azienda: quello che si costruisce lì resta suo. Quello che si costruisce sulle piattaforme degli altri vale finché valgono le loro regole.
Fonti
- TechCrunch, https://techcrunch.com/2025/12/17/facebook-is-testing-a-link-posting-limit-for-professional-accounts-and-pages (17 Dicembre 2025)
- Meta, https://about.fb.com/news/2026/09/introducing-meta-one-subscription-service-more-features-ai/ (15 Settembre 2026)
- The Next Web, https://thenextweb.com/news/meta-one-subscriptions-global-launch-ai-creator-business-plans (17 Settembre 2026)
- Social Media Today, https://www.socialmediatoday.com/news/facebook-pages-get-charged-for-link-posts/830743/ (17 Settembre 2026)
- Engadget, https://www.engadget.com/2295422/meta-is-charging-government-and-nonprofit-pages-to-post-links-on-facebook/ (23 Ottobre 2026)
- Meta, https://www.meta.com/it-it/meta-one-plans/
- Centro assistenza di Meta, https://www.meta.com/help/subscriptions/960854640235758
- Meta, https://transparency.meta.com/reports/widely-viewed-content-report/
Mattia Zanin, Founder di Gigamind
