La maggior parte delle aziende che ci contattano non ha un problema di traffico. Ha un problema di richieste.

Il sito riceve visite, i canali social hanno un pubblico, spesso qualche campagna gira già. Ma il telefono suona poco, i contatti che arrivano sono fuori bersaglio, e quando arrivano si discute quasi soltanto di prezzo.

Generare richieste mette la vostra azienda davanti alle persone che stanno già cercando quello che fate, e rende semplice il passo del contatto. Lavora sulla domanda che esiste già nel mercato e che oggi si rivolge a qualcun altro.

Visite ce ne sono, richieste no

  • Abbiamo visite sul sito e pochissime richieste.
  • I contatti che arrivano cercano soltanto il preventivo più basso.
  • Abbiamo provato le campagne: hanno consumato budget e nessuno sa dire che cosa abbia funzionato.
  • Non sappiamo da dove arrivino i clienti che chiudiamo davvero.
  • Dipendiamo dal passaparola e non sappiamo come aumentarlo.

Se invece il problema è che chi vi incontra non capisce che cosa vi rende diversi, il percorso giusto è Farsi scegliere. Portare più persone davanti a una proposta poco chiara aumenta i costi, non le richieste.

Cinque servizi, e l'ordine non è indifferente

  • Analytics e misurazione: si parte da qui, e non si finisce qui. Prima di spendere in campagne si stabilisce che cosa conta come risultato e si verifica che venga registrato davvero. Senza questo passaggio ogni euro investito produce un numero su cui nessuno può decidere.
  • SEO e contenuti search: intercetta chi digita una ricerca perché ha già il problema. È lavoro cumulativo, non dà risultati la settimana dopo, e riduce la dipendenza dalle piattaforme a pagamento, perché la visibilità che costruisce non si azzera quando si spegne una campagna.
  • Advertising su Meta, Google e LinkedIn: compra attenzione adesso. Google per chi vi sta già cercando, Meta e LinkedIn per chi non vi cerca ma ne avrebbe bisogno. Quello che resta è la misura di quanto costa davvero una richiesta, e della soglia oltre la quale smette di convenire.
  • Landing page e conversioni: il punto in cui una persona decide se contattarvi. Una landing ha uno scopo unico, toglie le distrazioni e rende evidente il passo successivo. Qui si recupera la maggior parte delle richieste che oggi si perdono.
  • Copywriting: annunci, landing e contenuti search hanno bisogno di testi che rispondano alle domande di chi arriva, invece di descrivere l’azienda. È il servizio che tiene insieme gli altri quattro.

Si comincia dal tracciamento, non dalle campagne

  • 1. Vedere. Conversioni, consenso, cruscotto. Fotografia della situazione di partenza. due o tre settimane
  • 2. Intercettare. Attivazione dei canali scelti e impostazione del piano search. dal primo mese
  • 3. Convertire. Landing dedicate, revisione dei punti di contatto, prime prove. dalla quarta all’ottava settimana
  • 4. Leggere e correggere. Punto mensile sui numeri: che cosa aumentare, che cosa spegnere, che cosa cambiare. ricorrente

Le prime richieste attribuibili arrivano di norma dentro quella terza finestra. La SEO lavora su un orizzonte più lungo, con i primi effetti stabili fra il terzo e il sesto mese, e conviene saperlo prima di cominciare invece che al secondo punto mensile.

Che cosa rimane vostro, cruscotto compreso

  • Una configurazione di tracciamento verificata e documentata.
  • Un cruscotto con le richieste per fonte e il costo per richiesta.
  • Le campagne attive sui canali scelti insieme.
  • Un piano di contenuti search sulle ricerche che contano nel vostro mercato.
  • Una o più landing dedicate.
  • Un incontro mensile con i numeri e le decisioni da prendere.

Gli account restano intestati a voi. Se un domani cambiate fornitore, non ricominciate da zero: è la differenza fra un canale e un affitto.

Dove questo percorso è già stato applicato

I progetti raccolti nell’archivio di Generare richieste sono quelli in cui il lavoro è partito dal numero dei contatti prima ancora che dalla loro qualità. Il più vicino al problema è Gioielleria Paschetta, dove analisi e campagne sono servite a rimettere in moto un e-commerce già avviato. In ogni scheda il giudizio finale è firmato dal cliente con nome e ruolo.

Le aziende che seguiamo sono una trentina, e con nessuna abbiamo cominciato dalle campagne. Si comincia sempre da che cosa si conta come risultato, perché è la sola cosa che poi permette di spegnere quello che non funziona.

L'ingresso passa dall'area Trovabilità del check-up

Il punto d’ingresso è il check-up comunicazione, che comprende l’area Trovabilità: verifichiamo se chi vi cerca vi trova, in che posizione, e che cosa incontra invece chi cerca quello che vendete senza conoscervi. Non servono accessi al sito né a Google Analytics.

Più pubblico davanti a una proposta confusa costa di più

Se non è chiaro perché un cliente dovrebbe scegliere voi, questo percorso amplifica un messaggio che non convince: si parte da Farsi scegliere.

Se il sito non è in condizione di ricevere traffico, si parte da Sede digitale.

Ce lo diciamo prima, non dopo la prima fattura.

Parliamo di richieste, non di visite

Per cominciare serve una cosa sola: quante richieste avete ricevuto negli ultimi tre mesi e da dove pensate siano arrivate. La distanza fra la risposta e i numeri veri è già una diagnosi. Si fa in videochiamata da qualunque parte d’Italia. Se preferite raccontarlo per iscritto o al telefono, i recapiti sono in contatti.

Trenta minuti, gratuiti, per capire se manca la domanda o manca il modo di raccoglierla.