Siti web e piattaforme
Questo servizio è per chi ha un sito che non regge più il lavoro che gli si chiede: richieste che qualcuno ricopia a mano nel gestionale, un catalogo che dice una cosa e un magazzino che ne dice un’altra, una modifica banale che diventa un preventivo. Alla fine del progetto avete una piattaforma che quel lavoro lo fa, e in mano codice, contenuti, dominio e accessi.
Costruiamo siti istituzionali, e-commerce e piattaforme su misura. Lavoriamo da Chieri, alle porte di Torino, con imprese del territorio e con aziende mai incontrate di persona. La differenza fra i tre tipi di progetto non è l’estetica: è quanto lavoro devono reggere.
Il problema non è l’aspetto del sito, è quanto lavoro regge
Quasi nessuno ci chiama perché ha un sito brutto. Ci chiamano perché ne hanno uno che non regge il lavoro che gli si chiede, e se ne accorgono un pezzo per volta.
Nessuno in azienda può cambiare una riga senza chiedere un preventivo. I dati del sito e quelli del gestionale non coincidono. E ogni tre anni si torna al punto di partenza: si rifà tutto, si ripaga la stessa cosa.
La causa è quasi sempre la stessa: il sito è stato progettato come un oggetto finito invece che come uno strumento da far vivere. Il costo non compare in fattura: compare nelle ore che qualcuno passa a colmare a mano ciò che il sistema non fa.
Che cosa avete in mano il giorno della consegna
Prima del sito consegniamo una decisione: che cosa deve fare quella piattaforma e quali processi deve toccare. È la parte che determina tutto il resto, ed è quella che di solito viene saltata. Poi il progetto vero.
- La struttura e i contenuti: quali pagine servono, in che ordine e che cosa devono ottenere.
- Lo sviluppo, su WordPress con Oxygen come framework, che dà sul codice un controllo vicino allo sviluppo su misura. Quando servono logiche gestionali vere, come prenotazioni, aree riservate o scambio dati con software di terzi, si lavora in Laravel.
- L’e-commerce, su Shopify, WooCommerce o PrestaShop a seconda di quanto dovrà essere personalizzato e di chi lo gestirà ogni giorno.
- Le integrazioni con CRM, gestionali ed ERP, e il tracciamento impostato dall’inizio invece che aggiunto dopo.
- Gli accessi, gli ambienti e i backup, con la documentazione di come è fatto. Codice e credenziali sono vostri: è la differenza fra un fornitore e un vincolo.
Se preferite sentirlo da un cliente invece che da noi
In portfolio i clienti raccontano com’è andata, con nome e ruolo. Due storie dicono le due metà di questo servizio: Griva Arredamenti, il sito di uno showroom di arredo, e Ars Nova Shop, un e-commerce multilingua su più mercati.
Restano però pagine scritte da noi. Se state valutando sul serio vi mettiamo in contatto con uno di quei clienti: scegliamo chi partiva dallo stesso punto e organizziamo noi la chiamata. Quanto è stato faticoso, che cosa è andato storto e che cosa rifarebbe sono domande a cui a noi non converrebbe rispondere.
Dai quattro agli otto mesi, e la parte lunga non è lo sviluppo
Un progetto strutturato dura dai quattro agli otto mesi, e il tempo se lo prendono le decisioni e i contenuti, non il codice. Dirlo all’inizio evita la conversazione del terzo mese, quella in cui il sito è pronto e i testi no.
Si lavora su ambienti separati: le modifiche si provano su una copia e solo dopo vanno in linea. È il motivo per cui i nostri rilasci non hanno un pomeriggio di sito rotto.
Una cosa da sapere prima di scegliere un fornitore: piattaforma e marketing li seguiamo noi, insieme. Chi costruisce il sito è lo stesso che imposta tracciamenti, integrazioni e campagne. Sembra un dettaglio, ed è il motivo per cui certe cose si fanno in un giorno invece che in un mese di scambi fra due fornitori.
Dal 2025 l’accessibilità è un obbligo di legge, e quasi nessuno lo sa
Dal 28 giugno 2025 il decreto legislativo 82/2022, che porta in Italia lo European Accessibility Act, rende l’accessibilità un obbligo per una parte delle imprese che vendono online ai consumatori, e-commerce compresi.
Sono escluse le microimprese, cioè quelle sotto i dieci dipendenti e i due milioni di fatturato o di bilancio. Per le altre le sanzioni vanno da 2.500 a 40.000 euro. Se rientriate o no va verificato caso per caso, perché dipende da che cosa vendete e a chi: non si stabilisce leggendo una pagina come questa.
In pratica significa contrasto sufficiente fra testo e sfondo, navigazione con la sola tastiera, descrizioni alternative sulle immagini, titoli coerenti, moduli etichettati come si deve. Il riferimento tecnico è la norma europea EN 301 549, che rimanda alle WCAG 2.1 di livello AA. Quasi tutto ciò che serve all’accessibilità serve anche a farsi capire dagli assistenti che compongono le risposte.
Quasi sempre un sito si sistema, non si rifà
Rifare da zero ha senso quando la piattaforma attuale impedisce cose elementari: aggiungere una pagina senza chiamare qualcuno, collegare il gestionale, rendere accessibile ciò che la legge chiede. O quando l’azienda è cambiata e il sito racconta quella di cinque anni fa.
Non ha senso se il problema vero è che nessuno vi trova: lì si lavora sulla visibilità, non sul sito. Non ha senso se non è ancora chiaro che cosa dovete dire, perché un sito nuovo renderebbe solo più elegante un messaggio confuso. E non ha senso se quello che c’è funziona.
Domande frequenti
Il sito resta nostro?
Sì, senza clausole: codice, contenuti, dominio e accessi sono vostri e potete portarli altrove quando volete. Non è scontato, perché parte del mercato lavora con piattaforme proprietarie da cui, cambiando fornitore, non si porta via niente. È la ragione per cui non abbiamo un sistema nostro.
Che cosa determina il prezzo di un progetto?
Tre cose: quante funzioni deve avere la piattaforma, quanti sistemi deve collegare e chi produce i contenuti. Un sito istituzionale e un e-commerce che parla con il magazzino non sono lo stesso lavoro. Il preventivo arriva dopo aver deciso che cosa deve fare il sito, non prima.
Meglio rifarlo o sistemarlo?
Nella maggior parte dei casi sistemarlo, e lo diciamo pur essendo quelli che li rifanno. Si rifà quando la base tecnica impedisce interventi elementari o quando ogni modifica è diventata sproporzionatamente cara. La verifica si fa in poche ore.
Chi scrive i contenuti?
Possiamo scriverli noi e farveli validare, oppure lavorare su materiale vostro. È la variabile che più spesso allunga i tempi: vedi copywriting.
Chi lo tiene in piedi dopo?
Un sito lasciato solo si degrada: componenti da aggiornare, vulnerabilità, compatibilità che si rompono. Ce ne occupiamo noi per i progetti che seguiamo: vedi hosting, manutenzione e sicurezza.
Serve vedersi di persona durante il progetto?
No, e la maggior parte del lavoro si fa a distanza senza perdere nulla. Siamo a Chieri, in provincia di Torino: con le aziende del territorio ci si vede nelle fasi che lo meritano, l’avvio e la prima versione da guardare insieme.
Se avete un sito che non sta più al passo, o un progetto nuovo da impostare, il primo passo è capire che lavoro dovrà fare: da lì si vede se conviene intervenire o ricominciare. Da Chieri ci muoviamo volentieri, ma questa prima conversazione riesce bene anche da lontano.
Servizi vicini: software gestionali su misura quando serve una logica che un sito non copre, integrazioni e automazioni per farlo parlare con il resto. Fa parte del percorso Sede digitale. Se preferite il telefono, il numero è nella pagina contatti.
Trenta minuti, gratuiti, per capire se il vostro sito va rifatto o soltanto rimesso in ordine.
