Supporto al team interno
Questo servizio è per le aziende che si accorgono di chiamare un fornitore per cose da cinque minuti, o di avere una competenza importante appoggiata su una persona sola. Toglie la dipendenza: dalle agenzie, dai consulenti e anche da noi.
Alla fine avete persone in grado di fare da sole quello che oggi fate fare da fuori, e i documenti che spiegano con quale criterio si decide, così che chi arriva dopo li possa leggere. Non è un corso: è affiancamento su lavori veri, con qualcosa che resta scritto.
Il metodo se ne va insieme al fornitore
Un fornitore fa un buon lavoro, consegna, e il come e il perché escono dall’azienda con lui. La volta dopo si ricomincia: si rispiega il contesto, si ridiscutono le stesse cose, si ripaga la stessa comprensione.
La forma più costosa è la dipendenza sui gesti piccoli: cambiare un prezzo su una pagina, caricare un documento, correggere un refuso. Cose da cinque minuti che diventano una richiesta, un preventivo, un’attesa, e che sommate su un anno pesano più di quanto qualsiasi preventivo lasci intuire.
C’è poi il caso in cui il metodo sta in azienda, ma dentro una persona sola. Finché c’è funziona benissimo; il giorno che cambia ruolo o se ne va, l’azienda scopre di non aver mai scritto niente.
Che cosa resta in azienda quando smettiamo di venire
Tre cose, e la terza è quella che dura oltre le persone.
- Sessioni mirate sui temi che vi servono: la piattaforma che usate, il modo di scrivere, la gestione delle campagne, gli strumenti generativi. Su casi vostri, mai su esempi da manuale.
- L’affiancamento su lavori veri, che è il modo in cui le competenze si trasferiscono: si lavora insieme su una cosa che serve, non su un esercizio.
- I documenti interni: le linee guida, i criteri con cui si decide, i casi tipo con la soluzione. Sono il capitale che resta quando cambiano le persone, ed è la parte che nessuno fa perché non ha una scadenza.
Quello che consegniamo non è come si usa uno strumento, ma perché si fa così: il criterio è l’unica cosa che si applica anche ai casi che non erano previsti.
La prova arriva dopo, contando le volte che non ci avete chiamato
Su un servizio come questo la parola di chi vende conta poco, e lo sappiamo. In portfolio trovate LB Advisory e Ars NOVA Shop: due aziende in cui il lavoro ha toccato i processi interni e non solo la parte visibile, che è il contesto in cui questo servizio nasce, con il giudizio del cliente firmato per nome e ruolo. L’archivio ne raccoglie undici.
Se non basta, e ha ragione chi dice che non basta, vi facciamo parlare con un’azienda che quella dipendenza l’ha già sciolta. Il contatto lo teniamo noi e poi ci togliamo di mezzo: le domande scomode sono quelle che servono.
Si impara sui lavori veri, non in aula
Si parte da quello che l’azienda chiede già a un esterno con più frequenza: quella lista dice dove conviene rendere autonomi, perché è dove il costo e l’attesa si ripetono.
Poi si lavora sul campo. Una sessione teorica si dimentica in due settimane; una cosa fatta insieme si ricorda, e la seconda volta si fa da soli. È il motivo per cui questo servizio si misura in mesi e non in giornate.
Il criterio di giudizio ce lo diamo noi ed è netto: quante volte, nel trimestre dopo, ci avete dovuto chiamare per quella cosa. Se il numero non scende, il lavoro non ha funzionato, e va detto invece che nascosto.
Le persone hanno già cominciato a usare l’AI, senza dirlo
In quasi tutte le aziende qualcuno usa già strumenti di intelligenza artificiale per conto proprio: per scrivere email, riassumere documenti, preparare offerte, tradurre. Nessuno li ha autorizzati e nessuno li ha istruiti, quindi lo fanno con criteri propri e spesso senza dirlo.
I rischi sono due. Che informazioni riservate escano senza che nessuno lo sappia: dati di clienti, prezzi e contratti incollati dentro strumenti pubblici. E che ne escano testi corretti e impersonali, tutti uguali, che chi legge riconosce e che smontano il lavoro di identità fatto altrove.
Per questo formare non significa insegnare a usare un programma, cosa che le persone imparano da sole in un pomeriggio. Significa dare criteri d’uso: che cosa si può incollare e che cosa no, dove lo strumento aiuta e dove va controllato, come si mantiene la voce dell’azienda. Il divieto non regge una settimana. Una regola scritta sì.
La formazione non crea il tempo che manca
Serve quando c’è già qualcuno in azienda che potrebbe farlo e manca solo il metodo: è la condizione in cui rende di più e in fretta. Serve quando le richieste a un fornitore esterno sono tante e piccole. E serve quando una competenza è concentrata in una persona sola, perché è un rischio che si vede solo quando si materializza.
Non serve se non c’è nessuno a cui affidare quel compito: la formazione non crea il tempo, e persone già sature non diventano autonome, diventano in ritardo. E non serve per attività rare e specialistiche: portarle dentro costa più che affidarle, e lo diciamo prima di cominciare.
Domande frequenti
Quanto costa, e da che cosa dipende?
Dipende da quante persone si affiancano e per quanti mesi, non dal numero di ore d’aula. Un percorso su una sola area, con due o tre persone, è una spesa contenuta; portare dentro più aree insieme è un impegno diverso. Il preventivo arriva dopo aver visto quali richieste ci girate più spesso.
Non è controproducente per voi?
In apparenza sì, nei fatti no. Le collaborazioni che durano sono quelle in cui il cliente ci chiama per le cose che contano invece che per cambiare un numero su una pagina. Con rapporti che superano i cinque anni di media, la dipendenza produce fatturato a breve e risentimento a medio termine.
E se la persona formata se ne va?
È il motivo per cui i documenti interni fanno parte della consegna. Il capitale non deve stare in una testa, deve stare per iscritto, e chi arriva dopo deve poterlo leggere senza chiamare nessuno.
Potete formarci sull’intelligenza artificiale?
Sì, ed è la richiesta più frequente in questo periodo. La parte utile però non sono gli strumenti, che si imparano da soli: sono i criteri d’uso, cioè che cosa si può fare, con quali dati, e che cosa va controllato prima di mandarlo fuori.
Bisogna essere nella stessa stanza?
Non è necessario: l’affiancamento funziona a distanza, condividendo lo schermo su lavori veri, ed è il modo in cui lo facciamo più spesso. Il nostro ufficio è a Chieri, alle porte di Torino, e per le aziende del territorio le prime sessioni in presenza rendono di più.
C’è una cosa che potete fare prima ancora di sentirci: raccogliete le ultime dieci richieste che avete girato a un fornitore esterno. Quella lista dice da sola su che cosa conviene diventare autonomi e su che cosa no. Lavoriamo a distanza con aziende di tutta Italia, e con quelle vicine a Chieri si parte di persona. Accanto a questo servizio stanno roadmap e project management, per governare le iniziative che le persone porteranno avanti, e il check-up AI, se la domanda è dove usare l’intelligenza artificiale. I percorsi sono due: Governance e Flussi e Automazione. Se preferite mandare quella lista per email, l’indirizzo è in contatti.
Trenta minuti al telefono, senza costi, per capire quali richieste conviene smettere di girare fuori.
