Questo servizio è per le aziende in cui ogni commerciale si è costruito la propria presentazione. Toglie il lavoro di rifare un documento da capo ogni volta partendo da uno vecchio, e a fine progetto lascia due cose: i materiali finiti e i modelli per aggiornarli senza dover chiedere un preventivo.

Li produciamo da Chieri, alle porte di Torino, per imprese del territorio e per aziende lontane che vediamo solo in videochiamata. Il criterio è uno: servono a spiegarsi meglio, non a fare bella figura. Quando le due cose coincidono va benissimo; quando divergono vince la prima.

La presentazione che ognuno si è fatto da sé

Il commerciale ha la sua, costruita negli anni a forza di copia e incolla; l’ufficio tecnico ne ha un’altra; per quella fiera ne è stata fatta una terza. Tutte funzionano più o meno, tutte dicono cose leggermente diverse, e nessuna è aggiornata.

Il costo è in due punti. Nel tempo: ogni volta che serve un documento qualcuno lo rifà partendo da uno vecchio, e ci mette ore che nessuno conta. E nella credibilità: chi riceve una proposta assemblata male, su un acquisto che costa migliaia di euro, ne ricava un’idea della cura che metterete nel lavoro, e non è quella che vorreste.

C’è poi il documento che nessuno ha mai fatto e che servirebbe più di tutti: quello che risponde alle domande che il cliente si fa dopo l’incontro, quando deve spiegare la scelta a qualcun altro in azienda. In quel momento voi non ci siete, e parla solo la carta.

Documenti finiti e modelli che riempite voi

Sono due consegne diverse, e quasi sempre servono entrambe.

  • La presentazione commerciale, quella che usa chi vende, costruita sull’ordine in cui le informazioni servono in trattativa e non sull’organigramma.
  • Cataloghi e schede prodotto, dove il lavoro vero è la gerarchia: che cosa si legge per primo e che cosa può stare in fondo.
  • I documenti di supporto alla vendita: offerte, confronti, risposte alle obiezioni ricorrenti.
  • I materiali istituzionali per fiere, incontri e occasioni pubbliche.
  • I modelli nei programmi che usate già, così che una modifica non richieda di richiamarci.

Siamo una dozzina, di cui cinque senior responsabili ciascuno di un’area: su un catalogo chi imposta la gerarchia non è chi disegna la pagina. Tutto resta coerente con l’identità, e se le regole non esistono se ne parla in brand identity.

I materiali si valutano in mano a chi li usa

Una presentazione si giudica da come va la trattativa dopo, non da come sta a schermo. In portfolio le case history di Ars NOVA Shop e Gioielleria Paschetta nascono in contesti dove il prodotto va mostrato bene per essere venduto, e riportano il giudizio del cliente con nome e ruolo.

Se preferite sentirlo da qualcuno che non ci guadagna nulla, su richiesta fissiamo una telefonata con un cliente che quei modelli li aggiorna da solo, e la conversazione la tenete senza di noi. Le domande giuste sono due: se i commerciali hanno davvero smesso di usare le proprie versioni, e se i modelli consegnati li ha poi aggiornati qualcuno.

Prima come verrà usato, poi come sarà fatto

Si comincia da come il materiale verrà usato, che è la domanda che quasi nessuno fa. Una presentazione lasciata al cliente e una proiettata mentre qualcuno parla sono due documenti diversi: usare la prima come seconda è il motivo per cui tante presentazioni sono illeggibili, piene di testo perché devono reggersi da sole e lette ad alta voce davanti a chi le sta già leggendo.

Poi si lavora sull’ordine prima che sulla forma. La gerarchia delle informazioni distingue un documento che si capisce da uno che si sfoglia, e non ha niente a che vedere con l’estetica.

I materiali si provano nella condizione reale: una presentazione su un portatile in una sala illuminata, un catalogo stampato in mano, una scheda letta su un telefono. Molte scelte che funzionano a schermo non reggono la prova, e conviene scoprirlo prima di stampare.

Ora che tutti hanno materiali decorosi

Il fatto nuovo è che produrre qualcosa di dignitoso è alla portata di chiunque. Modelli pronti e strumenti generativi permettono di ottenere una presentazione ordinata in mezz’ora, e questo ha alzato il livello minimo di tutto il mercato.

Ne segue che l’aspetto curato ha smesso di essere un segnale distintivo: se lo hanno tutti, non dice più niente di voi. Restano due cose a fare la differenza, e sono le meno appariscenti. La prima è la coerenza: materiali che negli anni si somigliano fra loro e somigliano al sito, cosa che uno strumento che riparte da zero a ogni richiesta non produce. La seconda è il contenuto, cioè informazioni vere e utili, condizioni, confronti, risposte alle obiezioni, invece di formule che valgono per chiunque.

È la ragione per cui, in questo servizio, la parte lunga non è la grafica: è decidere che cosa scriverci dentro.

Quando non serve rifare tutto

Serve quando chi vende si costruisce i materiali da solo, che è il segnale più chiaro di tutti. Serve prima di una fiera o di una stagione commerciale, con abbastanza anticipo da poter stampare senza fretta. E serve quando l’offerta è cambiata e i documenti raccontano ancora quella di prima. Ci è capitato negli articoli da regalo B2B e nell’editoria, dove il catalogo è lo strumento di vendita e non un accessorio.

Non serve se manca l’identità visiva a cui essere coerenti: si produrrebbero materiali belli che fra sei mesi non somiglieranno ai successivi. E quasi mai serve rifare tutto: nella maggior parte dei casi basta la presentazione commerciale, che è il documento che porta più risultati e l’unico che vale la pena rifare subito.

Domande frequenti

Da che cosa dipende il prezzo?

Dal numero di pagine e da chi scrive i testi. Un catalogo con i contenuti già pronti e approvati è un lavoro di impaginazione; lo stesso catalogo con i testi da costruire è un progetto diverso, e la differenza è grande. Si stabilisce prima, non a lavoro iniziato.

Possiamo modificarli noi?

Sì, dove consegniamo i modelli, ed è quasi sempre la scelta giusta per i documenti che cambiano spesso, come le offerte. Per i materiali che restano fermi per anni, come un catalogo, conviene invece un file finito e curato.

Vi occupate anche della stampa?

Prepariamo i file per la tipografia e ne seguiamo il rapporto dove serve. La cosa più utile che facciamo è controllare le prove di colore, che è dove i materiali si rovinano più spesso.

Scrivete anche i testi?

Sì, ed è la parte che richiede più tempo di quanto ci si aspetti. Se il lavoro è ampio si affronta insieme al copywriting.

Serve incontrarci di persona?

Per i materiali stampati almeno una volta aiuta, perché carta e colori si valutano in mano e non a monitor. Siamo a Chieri, in provincia di Torino: nella zona è semplice, altrove si lavora su prove spedite.

Si comincia con poco: ci mandate la presentazione che usate oggi e vi diciamo in che ordine andrebbe rimessa e che cosa manca. Se siete vicini a Chieri le prove di stampa le guardiamo insieme, altrove viaggiano per corriere. Le immagini da metterci dentro si producono con video e fotografia aziendale, le regole a cui essere coerenti con la brand identity. Il servizio sta in due percorsi: Sede digitale e Presenza continuativa. L’indirizzo a cui mandarla è nella pagina contatti.

Mezz’ora, gratuita, con la vostra presentazione commerciale aperta davanti.